TICKET TO LOVE  è il titolo della doppia personale di Massimo Balestrini e Daniele Liguori che ha inaugurato giovedì 8 Novembre alla 133 ART GALLERY di Desenzano del Garda. In esposizione anche un’opera realizzata a quattro mani intitolata FIX GAME.

Un biglietto per l’amore, ma dove porta?
La mostra suggerisce un’occasione per riflettere sulla libertà personale e sul valore delle proprie scelte. A noi designare la strada e la meta,   le nostre scelte sono l’unica via d’uscita dal massacro esistenziale che l’amore provoca.
La domanda dovrebbe essere forse : dove vogliamo andare?
Un viaggio in bilico tra desideri e disillusioni attraverso stati d’animo a cui la ragione spesso non può dar ordini.

La sera della vernice NEJA Live ha presentato il CD 133Sushi Club Vol.3, ultima produzione musicale targata 133.

“Ticket to Love” è una serie che parla della libertà personale e del valore delle proprie scelte. Molte di queste scelte spesso sono variabili determinanti nel cammino della propria storia. Un percorso interiore in luoghi e situazioni in bilico tra le speranze ed i sogni. Un itinerario tra il reale limmaginario che si svolge nell’apparenza dell’onirico, tra gli angoli

visionari di un disordine caleidoscopico, dove tutto è paradossalmente già predisposto, e dove la simbologia emerge qua e là dai flutti di un deliquio razionale, echeggiante quelle suggestioni da déjà vu pletoriche e ossessive che conferiscono al sogno l’assurdo spessore di un’altra realtà; là dove desiderio e amore riescono a confondersi nell’eterno presente ipotetico di un ego multisfaccettato, in una virtuale illusione di volontà, nondimeno tentata, sedotta incessantemente dal canto delle sirene, e irretita dall’aura avvolgente di muse ingannevoli. È in questi territori sospesi, viaggiando per conoscenze remote, tra invocazioni subliminali, che l’immagine dell’io si fa specchio dell’anima, presente e passata; la quale si ripropone come oracolo inconscio ed inconoscibile, il regista che mette in scena le maschere degli aneliti più riposti, come in un gioco sordido di sguardi insistiti, nel quale l’invisibile è ostentato e l’evidenza è lasciata al nascondimento, appena intravedibile. Il sogno, dunque: come chirurgo delle speranze, in una visione che non lascia scampo alla chiarezza, poiché la rivelazione sta nell’equivoco, vero motore del linguaggio, prodotto più autentico e metafora più pura del reale. In questa ottica dell’obnubilazione, “Un biglietto per l’amore” è una porta d’uscita dalle proprie responsabilità, la ricerca della trasgressione come estrema forma di libertà; un viaggio tra desideri e disillusioni, nelle luci sfavillanti di insegne notturne e di ombre oscure in un futuro incerto creato dal brulicare entropico delle azioni compiute nel nostro presente.
Massimo Balestrini

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