Nato a Isola Rizza, in provincia di Verona nel 1951, in una vita precedente è stato insegnante nelle scuole medie inferiori e superiori, giornalista nel quotidiano L’Arena, docente a contratto di Semiologia del cinema all’Università di Verona e critico cinematografico. Ha ideato e diretto, in collaborazione con altri, il film festival Schermi d’Amore (dal 1996 al 2007) e Isma – International Salon of Mobile Art al Mart di Rovereto nel 2014. Ha tenuto il primo workshop di Mobile Art in una università italiana nella’ateneo di Verona nel 2013. Da qualche anno è fotografo, iPhoneartista e videomaker. Dopo anni trascorsi a studiare quelle altrui, ha infatti scoperto il piacere di creare immagini per conto proprio. Con iPhone e iPad. E alcune ossessioni, l’occhio, la maschera e la parola poetica. Le sue opere sono state esposte al Lamaf (Los Angeles Mobile Art Festival) a Santa Monica, al Mopa di San Diego, alla Brest Gallery Museum a Jacksonville, alla Mira Forum Gallery di Oporto, al Fipa di Firenze, al Mart e in due edizioni di Human Rights a Rovereto. Le gallerie The Empty Spaces Project a Putnam, Connecticut, e Spazio Pretto a Trento gli hanno dedicato una personale.

SELFIE di Giancarlo Beltrame

Si chiama SELFIE ed è il rito più celebrato in ogni parte del mondo nel nostro tempo.  Merito della tecnologia che ha trasformato ogni telefono portatile in una macchina fotografica a portata di mano e di occhio.

Ci si inquadra, ci si guarda un attimo nel piccolo schermo e – CLICK – si scatta.

Un rapido controllo per verificare se l’immagine corrisponda ai propri desideri o quantomeno all’idea che si ha di sè e -  CLICK HERE – si condivide.

In un attimo, ovunque nel pianeta, quanti sono collegati al nostro profilo nei SOCIAL NETWORK possono vedere il nostro selfie.

Nel nostro autoscatto, come si sarebbe chiamato in altri tempi nemmeno troppo lontani, spesso non siamo soli. Dietro di noi compaiono monumenti architettonici o naturali, divi(nità) dell’olimpo mediatico contemporaneo, capolavori dell’arte di ogni tempo, magari collocati sugli altari di quei moderni templi che sono i musei.

Nel 2015 è stato addirittura istituito il MUSEUM SELFIE DAY, che si celebra sui social network il 21 gennaio.

Ciò di cui siamo inconsapevoli è che dietro questo tipo di selfie sta il tentativo inconscio di catturare e trasportare su di noi una specie di onda gravitazionale dell’aura sacrale attribuita all’opera. Inoltre non ci rendiamo conto che in ogni selfie non è un’immagine di sé che si cattura e si diffonde, ma una maschera che pirandellianamente si indossa per proporre agli altri una visione di sè.

Il mio intento è smascherare queste inconsapevolezze collocando davanti (talvolta anche all’interno) ai capolavori vandalizzati una serie di maschere grottesche.

Un intento chiaramente ironico e nemmeno tanto velatamente dissacrante. Il bersaglio non è certamente l’opera di autori che potremmo anche definire “giustamente venerati”, ma l’uso che ne viene fatto.

Cinque domande e cinque risposte sulla Mobile Art

Come nasce la Mobile Art?

La Mobile Art nasce nel 2009 con la messa sul mercato di iPhone3, dotato di una fotocamera in grado di realizzare foto di discreta qualità. Tant’è che le prime mostre di foto realizzate con dispositivi mobili furono battezzate iPhoneArt. Quando poi con i loro prodotti fecero capolino altre aziende, la nuova avanguardia artistica si ribattezzò Mobile Art, slegandosi così dalla dittatura “onomastica” di un marchio commerciale. Culla della Mobile Art furono gli Stati Uniti. Si è diffusa poi in tutto il mondo e anche su altri tipi di dispositivo, come i tablet. Figlio legittimo di questi anni all’insegna del 2.0, questo fenomeno artistico ha preso le mosse dai blog per approdare poi alle mostre nel senso più tradizionale del termine.

Qual è il portato di questa avanguardia artistica?

La Mobile Art ha compiuto la rivoluzione più grande che ci sia mai stata nella storia della fotografia. Il portato della Mobile Art si sintetizza in due punti: velocità e democrazia dell’arte. Coinvolgendo una platea eterogenea – che va dai neofiti stregati dalla “lomografia digitale” ai fotografi professionisti che nell’ArtMobile trovano una forma di espressione più intima – la Mobile Art abbandona ogni pretesa elitaria e si mette a disposizione di tutti. E, per di più, lo fa velocemente: dallo scatto al prodotto finale ritoccato con l’aiuto di app intuitive il passo è breve. Le applicazioni per cellulari, infatti, hanno letteralmente abbattuto i tempi dell’editing fotografico, garantendo comunque risultati pregevoli.

Cosa distingue una semplice foto scattata con uno smartphone da un’opera di Mobile Art?

L’idea che c’è dietro. L’aspetto tecnico non deve mai prevalere su quello concettuale. Il vero mobile artista è colui che riesce a realizzare la sua intuizione sfruttando al meglio le possibilità offerte oggi dalla tecnologia. A rimanere preponderante è sempre l’intuizione alla base della fotografia stessa.

Quando arriva in Italia la Mobile Art?

In Italia la prima mostra fotografica di Mobile Art fu organizzata nel 2011. In ogni caso la Mobile Art non è contenibile all’interno dei confini territoriali, è un fenomeno planetario.

Esiste un mercato delle opere di Mobile Art ?

Così come avviene per la fotografia tradizionalmente intesa, anche le opere di Mobile Art iniziano ad avere i propri circuiti di vendita. Oltre ai siti dei mobile-fotografi su cui è possibile acquistare direttamente le loro opere, le fotografie si vendono anche in alcuni festival o presso gallerie specializzate. Oggi le quotazioni dei migliori artisti oscillano tra i 1.000 e i 2.500 euro, a seconda della dimensione, del tipo di stampa e del numero di copie ricavate dall’originale immagine digitale.

Riconoscimenti

  • Artist of the Day 24 novembre 2011, 18 gennaio 2013 e 4 novembre 2013 in iPhoneArt.com IPA
  • Più volte selezionato negli showcase settimanali e annuali di TheAppWhisperer.com
  • Membro fondatore di NEM New Era Museum
  • Finalista alla prima edizione del Mira Mobile Prize 2014 a Oporto (Portogallo)
  • Membro della giuria internazionale  del Mira Mobile Prize 2015 a Oporto (Portogallo)
  • Membro della giuria internazionale del FIPA – Florence International Photography Awards 2015 a Firenze
  • Invitato ai Leica Talk a Photolux – Biennale Internazionale di Fotografia 2015 a Lucca
  • Miglior immagine in bianco e nero a IHUH – Impossible Human Unexpected Happenings Awards 2016 a Roma

 

Mostre 

2012

  • Esposto alla collettiva LAMAF – The LA Mobile Arts Festival, primo festival internazionale della Mobile Art
  • Esposto alla collettiva Social Culture CaFé, al Festival di Internazionale, Ferrara e Cagliari
  • Esposto alla collettiva The App Wars – Hipstamatic vs Instagram al Mopa – Museum oh Photographic Arts, San Diego, California

2013

  • Esposto a Spazio Bianco 1^ Mostra di iPhoneografia a Putignano (Bari)
  • Invitato alla collettiva di 12 artisti internazionali Phone Art! presso la Brest Gallery nel museo d’arte della Jacksonville University, Florida

2014

  • Personale Eyes Wide Shut  allo Spazio Pretto a Trento
  • Personale SVAW! – Stop Violence Against Women alla galleria Empty Spaces di Putnam, Connecticut
  • Invitato alla collettiva Specimina Artium nella Biblioteca del Mart a Rovereto e nella Biblioteca Civica Joppi di Udine
  • The Best of Mima, Libreria Feltrinelli, Verona
  • The Best of Mima, Libreria Feltrinelli, Mantova

2015

  • Esposto con il trittico fotografico Una volta, forse, scoppierà la pace alla collettiva Human Rights – La casa della pace  presso la Fondazione Campana di Rovereto
  • Invitato al  FIPA – Florence International Photography Awards 2015 a Firenze
  • Re/Visioni Dantesche – 12 tavole ispirate alla Divina Commedia, alla mostra Artisti per Dante, Loggia di Fra Giocondo, Verona

2016

  • ContaminAzioni alla galleria della SBAV – Società Belle Arti Verona,  San Pietro in Monastero, Verona

 

Installazioni video o fotografiche 

2011

  • Αρχιπελαγος – Phobos – 63 sogni  nella collettiva Veronette a Verona

2012

  • Dante’s Comedy on Mobile Art al Bosco Divino 2012, Villa Scopoli, Avesa
  • Dante’s Comedy on Mobile Art a Santa Maria in Chiavica, Verona
  • SVAW! – Stop Violence Against Women , con Iaia Zanella, a San Giorgeto, Verona

2013

  • Francesca’s Hell al Bosco Divino 2013 a San Giorgio di Valpolicella
  • SVAW! 2/013 al Teatro Camploy, Verona

2014

  • My Lunar Eyes ad Artfarm Pilastro 2014, Bonavigo (Verona)
  • SVAW! 3 al Convegno Le radici dei diritti 2014, Università di Verona
  • Isma – International Salon of Mobile Art al Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea a Rovereto
  • Memento, con Iaia Zanella, alla collettiva Human Rights – Dalla guerra alla pace  presso la Fondazione Campana di Rovereto

2016 My Lunar Eyes  a Corti a Palazzo, Gran Guardia, Verona