Federico Viola nasce a Sarnico nel 1978, studia grafica pubblicitaria e inizia la sua attività come illustratore per bambini. Richiamato a lavorare nell’azienda di famiglia, continua a coltivare la sua passione per l’arte producendo opere dall’aspetto ludico e giocoso, ma che sottendono una sfera complessa di rimandi e riflessioni su tematiche sociali e ambientali di grande attualità. Dal punto di vista strutturale, Viola compone le sue opere partendo dalla figura centrale ben definita, che ha la funzione di attirare l’occhio dell’osservatore; essa costituisce il perno attorno al quale prendono vita le altre immagini. Ogni elemento porta con sé una molteplicità di significati espliciti e impliciti che dà il via a nuove associazioni fino a creare una fitta trama di personaggi e racconti che si intersecano in una danza ipnotica. Osservando le opere da una certa distanza è facile individuare il disporsi delle figure a creare una sorta di nuvola, quasi una citazione delle famose nuvolette dei fumetti. Si verifica però un ribaltamento: nei fumetti le nuvolette erano parte della vignetta e avevano la funzione di contenere i dialoghi, nelle opere di Viola è il fluire di immagini a prendere la forma di una nube. Questo turbinio di elementi, che si susseguono l’uno accanto all’altro, è la traduzione, l’espressione a livello visivo di un flusso di coscienza, di un emergere dell’Io: come i poeti e gli scrittori danno forma alle proprie emozioni e ai propri pensieri attraverso le parole, così l’artista lo fa con le immagini e i colori. Gli sfondi si possono distinguere in due gruppi: in alcuni dipinti consistono in ampie campiture di colore pieno, tinte forti e piatte, dalle quali la massa di immagini emerge con forza e dirompente; in altre opere invece gli sfondi sono caratterizzati da un’orchestra di forme concatenate e i colori si riduco al bianco di fondo e al nero dei contorni, in questi casi l’immagine centrale vanta invece colori intensi e plastici. Dal punto di vista stilistico i tratti, tracciati con l’uniposca nero, sono decisi e netti; le linee non sono mai spigolose, i segni sono tendenzialmente curvi quindi, alla vista non rigidi bensì quasi dolci; le immagini, definite da pochi tratti e ridotte all’essenziale, sono riconducibili alla sfera del giocattolo e delle illustrazioni dei libri per bambini; i colori (acrilici, pennarelli per la seta o Uniposca) si caratterizzano per la forte intensità e la resa plastica; sono assenti sfumature e il chiaroscuro talvolta viene tradotto in segni paralleli di un colore più scuro rispetto allo sfondo. Se lo stile è quello dell’illustrazione per bambini e del fumetto, dal punto di vista iconografico nelle opere di Viola sono fortemente presenti super eroi, alieni e robot. Personaggi, dunque, considerati emblemi di altri mondi e di altre dimensioni. Un interesse, quindi, legato soprattutto alla fantascienza, dove il tema fondamentale è l’impatto della scienza e della tecnologia (reale o immaginaria) sulla società e sull’individuo e dove i personaggi possono essere alieni, robot, cibori e mutanti. Questi esseri rappresentano nell’immaginario comune le icone di realtà parallele alla nostra che per cultura, nonostante i numerosi studi relativi alla possibilità di forme di vita extraterrestre, siamo soliti considerare l’unica vera e possibile. Si tratta quindi di una denuncia all’indottrinamento delle masse e all’educazione ideologica condotta in modo metodico, così da determinare una persuasione profonda volta a modificare le opinioni del singolo attraverso metodi di condizionamento. Una critica, infine, all’influenza che la cultura ha sull’uomo tanto da affievolire sempre più la fantasia e l’apertura mentale a favore di un’aridità che conduce all’impossibilità di indagare con vera curiosità scientifica tematiche non empiriche.

Federico Viola ha esposto a mostre personali e collettive in tutta Italia.

Collabora con importanti aziende del settore cartoleria come Comix, Pininfarina Segno, Aricci Compassi.