Nella purezza del bianco e nero, nell’ intuizione dell’attimo che fissa per sempre l’immagine, Marilena Mura ci offre il suo punto di vista fatto di ombre e luci, di pezzi di corpo che prendono vita quasi fossero sculture arcaiche.
Questo gioco ideale tra infinito/finito, tra il tutto e il suo opposto, ci è sembrata un’idea intrigante, per il semplice motivo che tutti noi veniamo “Fatti a pezzi” dalla vita. Il passare del tempo inevitabilmente ci segna, spezzando dei cicli e dando vita a nuovi percorsi, attraverso i quali troviamo la forza per andare avanti, in una metamorfosi di esperienze che fa di noi gli individui che siamo oggi.

La mostra rappresenta il Numero zero di un progetto di Marilena che va a catturare i particolari dell’essere: lei sostiene di vedere il mondo frammentato nelle cose che la colpiscono, senza una reale motivazione, semplicemente perché, da sempre, i suoi occhi sono attratti dai dettagli più che dalla completezza del tutto. Se sia causa delle “margherite nella testa” (come sostiene affettuosamente sua madre) o cos’altro, non ci è dato di saperlo.

Ciò che rivelano le sue immagini è il grande amore per quello che sfugge ai più, il desiderio di dar
senso ai particolari, apparentemente insignificanti, dell’esistenza.
Così, dopo aver incontrato casualmente Roberta Gandini ed averla “Fatta a pezzi”, ha deciso che era arrivato il momento di dar vita al suo vecchio progetto e mostrare al pubblico questi scatti realizzati interamente nello spazio-tempo di tre canzoni di David Gilmour.

 

In esposizione le lampade MAYALA di Emilin Ciocio

Dal 12 Aprile al 1 Giugno “FATTA A PEZZI”  sarà a Brescia presso l’associazione culturale MOVENTE :